Pochi elementi per capire il problema energetico

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Per vivere ci serve energia.

Ma stando alle proiezioni demografiche, nel 2043 la popolazione mondiale probabilmente raggiungerà i 9 miliardi.

Ed inoltre, tra alcuni decenni le riserve fossili di petrolio e gas naturale saranno esaurite, così come i minerali di uranio, il principale combustibile nucleare.

 

Allora, considerando un forte incremento della popolazione mondiale e riserve energetiche quasi prosciugate, se già adesso scarseggia l’energia, come faremo in futuro a soddisfare il fabbisogno energetico mondiale?

Faremo affidamento sul carbone? Il carbone fossile è il combustibile energetico più inquinante, a più alto impatto ambientale; e comunque, in futuro anche il carbone comincerà a scarseggiare.

 

Innanzitutto, sfatiamo il mito della mancanza di energia: si ha la percezione che essa sia scarsa, ma in realtà di energia per vivere ce ne sarebbe per tutti in abbondanza. La verità è che gran parte dell’energia viene persa durante il ciclo produttivo, ossia un cospicuo quantitativo di energia non riesce ad arrivare ad utile destinazione (quale sorta di scarto produttivo).

 

Detto questo, bisogna prendere inevitabilmente atto che, in futuro, la domanda dovrà essere primariamente soddifatta dalle energie rinnovabili: si tratta di energie sicure e non inquinanti, messe gratuitamente a disposizione dalla natura, e che in generale non si esauriscono.

La gamma delle energie rinnovabili è vasta e fantasiosa: solare termico, solare fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico, da idrogeno, ecc…

Basta scegliere il proprio mix energetico, quello che più risulta appropriato.

Attualmente ancora risultano più costose delle non rinnovabili, ma ciò è dovuto al fatto che non ci investiamo sufficientemente sopra (a partire dai governi), di conseguenza non si raggiungono economie di scala nella produzione dellle medesime e pertanto i prezzi non calano.

 

Occorre rendersi conto che se non attuiamo da subito il cambio di rotta (portare le non rinnovabili ad energie secondarie), i disagi e i costi di conversione da sostenere saranno pesanti.

Anche perché, ben presto, l’attuale mercato energetico divverrrà insostenibile: difatti, per la “legge del mercato”, la diminuzione delle riserve energetiche assieme a una crescente domanda di energia, l’offerta inevitabilmente scarsa si tradurrà in un sempre più elevato aumento dei prezzi.

 

Il futuro è nelle energie rinnovabili.

Pochi elementi per capire il problema energeticoultima modifica: 2008-01-24T19:45:00+00:00da ecoale
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3 pensieri su “Pochi elementi per capire il problema energetico

  1. ok, sono daccrodo, ma il problema di fondo non è l’energia che si utilizza, sia questa rinnovabile o no.non ci si deve solo preoccupare di reperire l’energia in qualche modo, bensi di RISPARMIARLA, parola che ai molti sembrerà assurda :”come, si può risparmiare? cm direbbe grillo)…
    si deve capire che la logica del non consumo è la prima strada da intraprendere, per gestire le energie di cui disponiamo.
    Posso fare esempi che a parole sarebbero sicuramente banali, ma in pratica?qualche esempio
    -lavatrici programmate a pieno carico, invece di mezze vuote
    -evitare di usare la macchina da soli (bella la battuta nel film Over the edge – la gang del bosco : c
    cosa è questa?
    una macchina.
    ahhh, è molto grande, quanti umani ci stanno dentro?
    uhmmm…solitamente ….uno!!
    non lasciare luci accese se non si sta in una stanza
    evitare l’auto per andare dal panettiere a 150m da casa
    usare la bici non solo per la gita di famiglia di pasqua….

    and so on…

  2. Caro McWilliams,
    apprezzo il tuo commento, e sono completamente d’accordo con te!
    Nel mio post ho voluto circoscrivere con pochi elementi e dati l’attuale problema energetico, ponendo l’attenzione sul fatto che i combustibili fossili debbano essere abbandonati, prima (sostenendo bassi costi di conversione) o poi (in stato di emergenza, sostenendo grossi disagi).
    Ma è chiarissimo che le azioni e i passi da compiere, che vadano a coadiuvare il cambio di rotta di cui parlavo, sono tanti…
    Tra questi le celebri 3 R: Riuso – Risparmio – Riciclaggio.
    In particolare, come tu dicevi, il risparmio è fondamentale (aggiungerei: spegnere il led degli elettrodomestici in stand-by, chiudere la doccia mentre ci si insapona o il rubinetto mentre ci si lava i denti, sciacquoni che non andassero a pieno carico standard una volta tirati…….e potremmo andare avanti ore….).
    Il risparmio è importantissimo, risolverebbe da solo una grossa parte dei problemi in questione. Ma esso, ancor prima che fisico, è un concetto di carattere culturale: e purtroppo, l’odierna nostra società, la cultura del risparmio non ce l’ha, e secondo me non l’avrà mai!
    Come dice Grillo: “verso la catastrofe, ma con ottimismo..! :-)”

  3. Scusate ma non capisco perche’ il risparmio energetico dovrebbe essere una soluzione del problema……. Se le risorse fossili invece che 50 anni ne durassero 60 cosa cambierebbe?
    Un’economia basata sul non-spreco sarebbe piuttosto nefasta per noi. Viviamo in un’economia capitalistica e almeno un 50% dei nostri consumi sono inutili. Ha senso comperate 10 vestiti nuovi ogni anno? Ha senso girare con un’auto di piu’ di 1000 cc di cilindrata? Se pero’ tagliassimo di colpo questi consumi non indispensabili il nostro PIL calerebbe di un buon 50%…. insieme ad i nostri stipendi.
    Il benessere di una societa’ si misura con la capacita’ di produrre E CONSUMARE una sempre maggiore quantita’ di energia, e’ sempre stato cosi’ e sempre cosi’ sara’……. quando il petrolio sara’ scarso costera’ 200 dollari al barile…. si passarera’al nucleare da fissione…. poi a quello da fusione e poi chissa’. Il futuro e’ questo, il risparmio energetico come politica energeticaè miope e dannoso.

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