Pagare la natura, rovinarla gratis

3e2f0b2481a85602922a5a1d3e391e47.jpgIl costo del petrolio, attualmente, si aggira attorno ai 90 $ al barile. Tenendo presente che un barile contiene circa 160 litri di greggio, l’attuale costo del petrolio risulta di circa 0,56 $ al litro, ovvero circa 0,38 € al litro.

Come negli anni ’90 faceva notare Beppe Grillo, grosso modo il petrolio costa come l’acqua in bottiglia!

 

Ma i casini che il petrolio combina durante l’intero suo ciclo produttivo sono ingenti: bruciare petrolio significa immettere anidride carbonica in atmosfera, i non rari incidenti delle navi cisterna causano inquinamento di mari e oceani e di conseguenza gravi danni agli organismi viventi, vi sono possibili correlazioni tra talune patologie respiratorie e le precarie condizioni dei minatori, estrarre petrolio oggi significa sottrarlo allle generazioni future, alcuni geofisici ritengono che il costante processo di estrazione dal sottosuolo potrebbe essere causa di fenomeni sismici, ecc…

In effetti, il costo del petrolio dovrebbe essere elevatissimo, allo scopo di fornire una certa copertura ai molteplici disagi che da esso derivano.

Analogamente, l’acqua dovrebbe essere gratuita, sotto la gestione e il controllo dello Stato. Perché mai dobbiamo pagare la pioggia?! L’acqua è di tutti.

 

Occorre un più razionale metro di misurazione dei costi e prezzi di mercato. Non possiamo più considerare il PIL come l’indicatore universale per la valutazione del benessere collettivo: la ricchezza di un paese dipende anche (e soprattutto) da valori inevitabilmente non monetizzabili quali la conservazione della biodiversità, l’indipendenza energetica, la salute dei cittadini, ecc…

 

Questa economia illogica è insostenibile: basta pagare la natura, piuttosto valorizziamo adeguatamente i nostri danni ad essa.

Pagare la natura, rovinarla gratisultima modifica: 2008-02-04T01:40:00+00:00da ecoale
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